Francesca Broso

La rubrica “Caffè Letterario” continua anche in questo sabato.

Sono contento di vedere che questo progetto sta prendendo piede e che sta ottenendo un riscontro molto più positivo di quel che pensassi. E vi ringrazio di cuore per questo!

Così come ringrazio di cuore davvero Francesca, per essersi dimostrata così disponibile e gentile in ogni occasione in cui abbiamo avuto modo di parlare.

Adesso però bando alle ciance e andiamo a conoscere insieme Francesca.

Iniziamo con le presentazioni, così che i lettori possano conoscerti meglio, a te la parola!

Mi chiamo Francesca Broso. Non è molto tempo che utilizzo il mio vero nome pubblicamente come scrittrice, ho sempre avuto paura di uscire allo scoperto. I miei libri e le mie poesie dicono molto di me e non sono stata subito pronta a darmi in pasto agli altri. Come primo pseudonimo scelsi Penelope, la leggendaria moglie di Ulisse, intelligente e paziente. Questo ultimo aggettivo mi descrive benissimo, so aspettare per le cose belle, e intanto mi godo il viaggio.

Domanda di rito oramai per il nostro incontro al Caffè Letterario,  Cosa prendi? Caffè, The o Tisana? In caso di the o tisana quale gusto preferisci?

Io, se avessi la possibilità, berrei prima un Tè – un Earl Grey, please – e poi un caffè. Li adoro entrambi e in fondo potrei scegliere un tè da sorseggiare lentamente mentre chiacchieriamo, e prima di andare via berrei il mio caffè per darmi l’energia giusta per affrontare il resto della giornata.

Bene, vada per un Earl Grey e un bel caffè! Intanto che sorseggiamo raccontaci come nasce la passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura nasce dall’urgenza che ho di comunicare. Dico sempre di avere la voce alta, e chiedo ai miei lettori di aiutarmi a farla sentire. C’è sempre un messaggio dietro a quello che scrivo, nulla è lasciato al caso.

Penso che la parola sia un’arma potentissima, e può portarci lontano e fare la differenza.

Qual è la prima cosa che ricordi di aver scritto?

Ho recentemente trovato a casa di mia nonna un piccolo libretto rilegato a mano. Si intitola “Monica e Filiberto”, ed è una storia d’amore di altri tempi che avevo scritto all’età di sette anni su fogli strappati da un quaderno e rilegati direttamente dalla sottoscritta. È un ricordo molto dolce.

L’idea che una bambina di sette anni abbia scritto una storia d’amore d’altri tempi fa capire molto su di te, e concordo sul ricordo molto dolce. Parlaci del tuo processo creativo. Come nascono le idee per i tuoi libri?

Le idee per i miei libri nascono sicuramente da immagini, da istantanee che mi si imprimono nella mente. Solitamente vedo l’istantanea di una scena e, intorno a quella, costruisco tutta la trama.

Che genere di scrittrice sei, Plotter o Pantser? Ti piace avere tutti i dettagli sotto mano della storia prima di iniziare a scriverla oppure scrivi più “di pancia”?

Metà e metà. Mi piace fare una scaletta della storia prima, dei capitoli e delle scene poi. In questo modo ho ben chiaro da dove cominciare e dove andare a finire. Succede però che durante la scrittura, gli eventi prendano completamente un altro corso, che alcuni personaggi si comportino in maniera diversa e, dunque, le deviazioni sono inevitabili.

Quando scrivi lo fai a mano con quaderni, appunti, diari oppure direttamente al pc?

Giro sempre con un quaderno e una penna in borsa, sul quale mi piace annotare ispirazioni improvvise. La stesura al pc secondo me, però, non ha rivali. Sono molto veloce e, essendo veloci anche le mie idee e i pensieri, è l’unico modo per scrivere agevolmente e non perdermi pezzi.

Ti piace ascoltare musica quando scrivi oppure preferisci il silenzio? In caso di musica, cosa ti piace ascoltare?

La musica secondo me è fondamentale per dare un tono allo stile della mia scrittura. Ho solo una regola: musica senza parole, solo melodia. Se le canzoni sono cantate, non riesco a prestare attenzione a ciò che scrivo, purtroppo.

Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo?

Dipende, per alcuni lavori ci ho messo più di un anno, per altri pochi mesi. Dipende più che altro dagli impegni lavorativi e familiari. Tuttavia, se mi metto in testa di completare un progetto velocemente, non mollo e scrivo in ogni momento libero disponibile.

Hai mai avuto il blocco dello scrittore e nel caso come l’hai superato?

Nel mio caso, più che di blocco dello scrittore, mi piace parlare di blocco del romanzo. IO scrivo sempre e comunque, che si tratti di poesia, pensieri o brevi testi. Ci sono dei periodi, però, specialmente dopo aver finito di stendere un’opera di narrativa, in cui mi piace fermarmi. Li vedo come dei momenti in cui ricarico le energie, cerco nuova ispirazione e raccolgo sensazioni fino a che non trovo quelle giuste per cominciare a scrivere di nuovo. (ndr adoro la definizione di Blocco del Romanzo, ed è la stessa sensazione che ho provato io e che sto provando ora. Da oggi so dargli un nome!)

Nelle tue storie c’è un messaggio di fondo? Qualcosa che vorresti trasmettere a chi legge i tuoi libri?

Certamente. Io voglio parlare delle donne. Penso che la voce femminile sia stata troppo flebile per svariati secoli, ora è decisamente il momento di farci conoscere.

Autore preferito?

Adoro Gabriel Garcia Marquez. Dai tempi dell’università non l’ho mai abbandonato.

Se dovessi trovarti su un’isola deserta e potessi portarti solamente tre libri, quali sceglieresti e perché?

Porterei Cento anni di solitudine, perché a mio parere è un capolavoro perfetto. Sicuramente non mancherebbe Cime Tempestose, perché adoro le Bronte e l’epoca vittoriana. Inoltre non mancherebbe un chick-lit di Sophie Kinsella, mi piace ridere e adoro la leggerezza.

Quali sono i tuoi futuri progetti in campo editoriale?

Moltissimi, forse troppi tenendo in conto che il tempo è tiranno. Ho terminato la stesura di un romanzo di formazione femminile, al quale sono molto affezionata e spero veda presto la luce. È già stato sottoposto all’attenzione dell’editore e si tratta solo di attendere che i tempi siano maturi per la sua uscita. Inoltre, ho quasi terminato un’opera particolare, si tratta di un’idea divertente: un vero e proprio dizionario contro il gender gap. Spero che anche questo arrivi presto.

Ringrazio ancora una volta Francesca, alias Penelope, per avermi dedicato parte del suo tempo e vi invito a seguirla sulla sua pagina Instagram e, se siete scrittori o vi piace scrivere, non potete assolutamente non partecipare al suo #contestdellaprof.

Vi lascio il link al suo profilo qui sotto e vi invito a leggere la presentazione del suo libro che trovate nella scheda qui di seguito.

https://www.instagram.com/prof.francesca.broso/

La Chiave di Niche

Titolo La chiave di NIche

Anno di uscita 2021

Casa Editrice Blitos edizioni

Trama

Niche è una giovane professoressa che insegna in un liceo. 

Alle poche ma fidate amiche confida tutto ciò che le accade: dal ritrovamento di una chiave, appartenuta all’adorata nonna scomparsa, alle insistenti e discutibili attenzioni che Giacomo, insegnante di Biologia nel suo stesso liceo, continua imperterrito a rivolgerle. Niche scopre l’esistenza di un caffè letterario e del suo proprietario Leonardo, con il quale scocca immediatamente la scintilla, ma a quel punto la corte ostinata di Giacomo si trasforma in asfissiante gelosia, fino a sfociare in stalking. La protagonista viene trascinata in un oscuro limbo, fatto di terrore e ansia crescente, con la paura costante che possa accadere l’irreparabile da un momento all’altro.

Curiosità sui personaggi:

Niche è il mio alter ego letterario, e la storia è stata ispirata dalle mie più grandi passioni e i luoghi descritti, sono i miei luoghi del cuore. Villa Mimosa, è in realtà una famosa villa della mia provincia, Varese.

Link per acquistare il Libro

Qui sotto trovate tutti i link per acquistare il libro!