Pierluigi Cuccitto – Nandera il ragazzo della profezia

Bentornati alla rubrica settimanale con le interviste ad Autori e Autrici emergenti.

Per l’incontro di oggi del nostro “Caffè Letterario” abbiamo il piacere di avere con noi Pierluigi Cuccitto, che ci parlerà un po’ della sua storia e del suo percorso come scrittore.

Senza ulteriori indugi direi che è il momento di passargli subito  la parola e di cominciare.

Come prima cosa direi di iniziare con le presentazioni. Dicci come ti chiami e cosa posso offrirti per accompagnare la nostra chiacchierata?

Mi chiamo Pierluigi Cuccitto, e direi che preferisco senza meno il Thè, possibilmente verde!

Come nasce la passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura nasce sicuramente dall’aver letto tanti libri sin dagli otto anni, ma anche dalla voglia di inventare storie e mondi attorno a me: a causa di un Disturbo delle funzioni esecutive, la Disprassia, poco conosciuto, mi sono trovato con pochi amici tra infanzia e adolescenza: i libri sono stati ottimi amici,  e questo mi ha spinto a creare storie da subito, per riempire il mio mondo. La cosa bella è avvenuta dopo, perché quando ho cominciato ad avere amici veri, non ho smesso di creare storie, anzi!

Cosa ti ha fatto dire “voglio scrivere un libro”?

Ho deciso che volevo scrivere un libro all’improvviso, sentivo che, dopo tante storie create per me, volevo che anche gli altri le leggessero: non è stato facile, perché metti a nudo te stesso, ma ho trovato il coraggio e così è iniziato tutto!

Quale genere scrivi e come mai ti sei approcciato a quel genere?

Principalmente scrivo fantasy, perché sono stato nutrito dalla lettura del Signore degli Anelli e delle altre opere di Tolkien, tanto è vero che la prima storia che ho scritto è stata una fan-fiction sulla Seconda Era della Terra di Mezzo che arrivò terza ad un Premio Silmaril organizzata dal sito Eldalie: quel risultato mi diede una gran spinta per voler continuare a scrivere, con storie però finalmente tutte mie!

E qual è invece la cosa che più ti imbarazza di aver scritto? Quella che a rileggerla ti viene da dire “ma cosa accidenti ho scritto?”

Ah, la cosa più tremenda che ho scritto è stata una poesia d’amore, tutta in rima, davvero tremenda! Adesso quelle che scrivo mi vengono molto meglio, ma allora era la prima volta che scrivevo poesie, e dalla vergogna non ne ho scritto per anni!

Parliamo del tuo processo creativo. Come nascono le idee per i tuoi libri?

Di solito le idee mi nascono in due modi: o dopo aver letto una storia, come le Fiabe di Calvino, che mi spingono ad esplorare una certa ambientazione, oppure stimolato da eventi storici che voglio raccontare: il mio secondo campo d’azione, infatti, è nel genere storico

Plotter o Pantser? Ti piace avere tutti i dettagli sotto mano della storia prima di iniziare a scriverla oppure scrivi più “di pancia”?

Direi che, per quanto riguarda lo scrivere di getto o no, sono uno che sta nel mezzo: quando sono spinto o stimolato da un’intuizione o da un luogo, scrivo di getto, però poi ho bisogno di stendere uno schema degli eventi o dei capitoli per evitare incoerenze di cui quando scriviamo di getto rischiamo di non accorgerci

Scrivi a mano con quaderni, appunti, diari oppure direttamente al pc?

Mi piace scrivere a mano, ma essendo Disgrafico, tendo a stendere schemi a mano; la vera storia la scrivo al PC

Ti piace ascoltare musica quando scrivi oppure preferisci il silenzio? In caso di musica, cosa ti piace ascoltare?

La musica la ascolto quando scrivo fuori casa, per entrare in sintonia con l’ambiente: di solito musica irlandese, ideale per le storie fantasy!

C’è un posto preferito dove ti piace scrivere in un posto in particolare, diciamo un angolino tutto per te?

Sì, ho un luogo preferito: un borgo medievale vicino a Pesaro, che si chiama Candelara: un paese che spunta spesso, camuffato, tra le mie storie

Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo?

Per scrivere un romanzo, i mei tempi variano molto: con i fantasy, entro i due mesi, perché le idee sgorgano naturali; per i romanzi storici almeno un anno perché c’è bisogno di studio delle fonti e quindi vado più lentamente

C’è un genere che non vorresti mai scrivere o che pensi di non riuscire a scrivere?

L’Horror non riuscirei mai a scriverlo, per gusti personali ma anche perché non mi piace troppo scrivere dello spavento orrido, preferisco lo spavento dell’ignoto o del pericoloso che è più nelle mie corde

Hai una writing routine particolare? Se sì cosa fai?

No, nessuna writing routine particolare, vado molto a giornata

Hai mai avuto il blocco dello scrittore e nel caso come l’hai superato?

Sì, il blocco mi capita dopo aver scritto qualche storia molto impegnativa, è come se dovessi digerire lo sforzo compositivo. In quel periodo leggo molto e attendo che altri personaggi e storie vengano a bussare alla mia porta

Cosa provi mentre scrivi i tuoi romanzi?

Mentre scrivo mi immedesimo totalmente, quindi provo gli stessi sentimenti dei personaggi: paura, odio, rabbia, amore, speranza!

Ci sono sicuramente autori ed autrici che in qualche modo hanno influenzato il tuo stile, quali sono?

Sono stato influenzato prima di tutto da Dickens e Tolkien per la capacità immaginifica e la potenza dei sentimenti, così come da Maria Bellonci per la sua grande capacità di riprodurre la mentalità di personaggi storici lontani da noi. Non dimentico inoltre Alexandre Dumas per il talento di creare azioni una dietro l’altra, è davvero fondamentale in una storia d’avventura!

Parlaci del tuo percorso da esordiente, tutto quello che hai fatto per arrivare alla pubblicazione.

Per fortuna, la  mia prima vera storia è stata pubblicata con una casa editrice, nel 2017, grazie però al grande lavoro di una Agente Editoriale, Laura Montuoro, con la quale ancora collaboro e che mi ha spianato la strada nell’entrare in contatto con le case editrici.

Pubblichi con casa editrice o in Self? In caso di Self cosa ti ha portato verso questa scelta?

La prima esperienza non è stata molto positiva, perché la casa editrice in questione purtroppo non mi ha supportato, quindi nel 2020 ho deciso di ripubblicare quel testo, Il ragazzo in ritardo, in self, ma è un’eccezione, perché di norma una casa editrice ti dà più sostegno e professionalità. Per fortuna da allora le altre case editrici con cui ho pubblicato mi hanno dato molto più supporto e quindi preferisco sempre pubblicare con una CE

Nelle tue storie c’è un messaggio di fondo? Qualcosa che vorresti trasmettere a chi legge i tuoi libri?

Personalmente, non mi piace spinger troppo sul “messaggio”, perché credo che la bellezza di una storia stia nel poter dare ai lettori i messaggi di cui hanno bisogno: però il mio tema di fondo c’è, ed è quello che invita a riscoprire la bellezza di una vita rallentata rispetto a quella frenetica nella quale siamo immersi tutti, e quindi a riscoprire l’autenticità di molte situazioni che rischiamo di perdere: l’amore, l’amicizia, il rispetto per ciò che ci circonda

Preferisci cartaceo o ebook?

Cartaceo, a pelle preferisco toccare i libri con mano: ma l’ebook è una risorsa importante per arrivare a più persone

Genere preferito da lettore?

Da lettore amo i grandi romanzi dell’Ottocento, le saghe familiari e quelle storiche

Autore preferito?

J.R.R Tolkien, su tutti: è grazie a lui se amo la lettura!

Se dovessi trovarti su un’isola deserta e potessi portarti solamente tre libri, quali sceglieresti e perchè?

Il Signore degli Anelli, perché è da lì che è iniziato il mio amore per i libri: David Copperfiield per affrontare le difficoltà di tutti i giorni e ovviamente l’Isola del Tesoro: quale libro migliore in un’isola deserta?

Personaggio preferito? ( in generale dei libri che hai letto, quello che ti ha più colpito per carisma, fascino, coinvolgimento)

Aragorn, nel Signore degli Anelli: per la sua saggezza mista al valore guerriero, per la capacità di parlare tante lingue e nel non vedere muri tra i popoli, per il suo rapporto con i piccoli come gli Hobbit: da Scout, lo trovo un personaggio insuperabile

Futuri progetti in campo editoriale?

Naturalmente finire il terzo volume di Nandèra! Poi far conoscere il mio primo romanzo storico, Signori Cafoni e iniziare a scrivere il secondo, ambientato nel 1861 ad Urbino!

Hai qualche consiglio per chi si sta affacciando adesso in questo settore o vorrebbe provare a “buttarsi”?

Il mio consiglio è : leggere, leggere, leggere! Perché la voglia di raccontare storie nasce così. E poi non aver paura di ciò che scriviamo, perché ogni storia è degna di essere scritta e messa alla prova. E naturalmente di essere aperti ai consigli di esperti, perché non nasciamo scrittori, lo diventiamo man mano!

Come nasce l’idea di Nandèra?

L’idea di Nandèra nasce da lontano, dalla lettura delle Fiabe di Calvino. Lui stesso, nell’introduzione, accenna al dilemma di dover scegliere tra essere un semplice raccoglitore di fiabe o scriverne una lui stesso. Quando ho letto quelle parole, ho deciso di farle mie e di dare un mondo ad una delle fiabe italiane che amo di più, Giuanìn senza paura, dalla quale ho in qualche modo preso anche il nome del mio protagonista, Joan. Sentivo che le fiabe italiane ed europee, assieme al mito greco, potevano essere ricche abbastanza per creare un mondo Fantastico nuovo. 

Quanto tempo hai impiegato per scriverlo?

Ho iniziato le prime stesure nell’estate del 2016, anche se per un anno la storia si è arenata al primo capitolo. Poi, dopo il mio primo libro- il Ragazzo in ritardo- ho trovato la spinta giusta per proseguire, e da metà 2017 ho ripreso di buona lena, finendo il libro nell’estate dell’anno successivo. 

Come nascono i personaggi del tuo libro? 

I personaggi possono nascere per i motivi più svariati: a parte Joan, di cui ho già detto, gli altri sono venuti fuori da tante suggestioni: dalle fiabe stesse, come gli Animali, a personaggi incontrati in treno, come i due buffi mercanti di uova, a sensazioni meravigliose provate durante una gita in un bosco ( è il caso di Ariandra, l’eroina femminile). L’ispirazione è qualcosa di misterioso!

Come sei entrato in contatto con Saga?

Ho conosciuto Saga attraverso la mia agente editoriale, Laura Montuoro, che già aveva collaborato con loro, e anche grazie al blog Le Fleurs du mal di Alessandra Micheli, che mi aveva recensito la prima edizione del libro con Apollo Edizioni, una bellissima recensione. Successivamente, Alessandra Micheli è entrata a far parte di Saga, e quindi, quando mi sono presentato con il testo, lo conosceva già!

Come giudichi la tua esperienza con questa casa editrice?

Siamo appena all’inizio, ma già sono molto contento di questa esperienza, perché la cura con la quale hanno realizzato il libro, con illustrazioni stupende, è già una garanzia; inoltre, seguono moltissimo l’autore, con presentazioni e contatti costanti, e per chi viene da esperienze colme di assenza dello staff editoriale verso i tuoi testi, la qualità di Saga spicca subito agli occhi.

Hai in programma altri progetti con Saga?

Sicuramente, essendo io appassionato di Tolkien così come loro, prima o poi affronteremo assieme anche questo tema. Inoltre, tutta la trilogia di Nandèra sarà affidata alle loro cure. Poi so che nel catalogo hanno anche romanzi storici, e io scrivo anche in quel genere, quindi chissà!

C’è un messaggio particolare che vuoi far passare con il tuo libro?

Due messaggi, in particolare: l’importante della lentezza in un mondo che va velocissimo e divora tutto, in primis. E poi, la potenza della fantasia e delle storie, che sono la vera magia che noi umani possediamo!

Hai già fatto qualche presentazione o firmacopie dal vivo per il tuo libro? In caso di risposta positiva, che sensazioni provi durante uno di questi eventi?

Il libro è appena uscito, ma spero di poter far presto presentazioni e firma copie. 

Nandera - Il ragazzo della profezia

Titolo: Nandèra. Il ragazzo della Profezia

Anno di uscita: 2022

Casa editrice: Saga Edizioni

Trama: C’era una volta una magica terra chiamata Nandèra.  Nel suo ventre scorreva la magia, una magia capace di dare senso a ogni cosa, una magia dove uomini e animali parlanti vivevano in armonia. C’era una volta un idillio spezzato dall’odio e dall’orgoglio e tutto cambiò improvvisamente a Nandera.. E la magia offesa e vilipesa scomparve per sempre.. O forse no? “Dai campi nascosti, dai colli perduti, le parole chiare e semplici pronuncerà colui che di esse è digiuno; un sentiero oscuro e luminoso avrà, se sceglierà sentieri noti e sconosciuti per coloro che vivono freddi e perduti”. Ecco la profezia, l’effluvio di salvezza che abbracciava i cuori aridi dei suoi abitanti. Sarà Joan il misterioso giovane predestinato? Ingaggiato dal mago Borèo per compiere una missione, Joan riscopre in sé una magia spontanea che usa per ritrovare gli Animali Parlanti, salvarli e realizzare il suo sogno.”. 

Curiosità sui personaggi: non voglio svelare troppo, ma Joan, il protagonista, trae ispirazione dall’eroe di una fiaba curata da Calvino, “Giuanìn senza paura” e Nandèra, il nome del mondo in cui è ambientata la storia, nasce dalla musicalità che mi ha sempre trasmesso il nome di una delle stirpi elfiche più misteriose descritte da Tolkien, i Nandor!

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