Bellard Richmont – Specchio Riflesso

Bentornati alla rubrica settimanale con le interviste ad Autori e Autrici emergenti.

Dopo uno stop di circa un mese, dovuto ai tempi di recupero non proprio rapidi di un intervento che ho fatto eccoci di ritorno con le interviste agli autori emergenti! Oggi è il turno di Bellard Richmont.

Andiamo subito al sodo e iniziamo con le presentazioni “ufficiali”, come prima cosa direi di iniziare con le presentazioni. Dicci come ti chiami e nel caso di un nome d’arte raccontaci come lo hai scelto e perché?

Inizialmente non volevo che determinate persone, soprattutto sul posto di lavoro, potessero risalire a me, quindi ho preso il mio nome, ho mescolato le lettere e l’ho reso anglofono. Non c’è una storia speciale dietro questo pseudonimo.

Cosa posso offrirti per accompagnare la nostra chiacchierata?

Caffè amaro, dopo pranzo mi piace aggiungerci whisky o Sambuca.

Come nasce la passione per la scrittura?

Da ragazzino iniziai narrare ai miei amici avventure di giochi di ruolo, questo poi mi portò in realtà sempre più ampie, dove anche estranei apprezzavano le mie trame. Nel frattempo, per i fatti miei, scrivevo racconti su racconti, finché un giorno non incontrai una persona che pubblicava, lesse qualcosa di mio e mi disse “provaci”, e lo feci, avvicinandomi sempre di più verso figure professionali, tra cui editor e correttori di bozze che mi hanno insegnato tantissimo. È una passione cresciuta col tempo.

Cosa ti ha fatto dire “voglio scrivere un libro”?

La curiosità di sapere cosa si provasse nel terminarne uno.

Quale genere scrivi e come mai ti sei approcciato a quel genere?

Sono cresciuto con il metal, di conseguenza il mio immaginario si è decorato di nero, di teschi, di mostri, di cuoio e di borchie. Ad oggi, scrivo racconti e romanzi che fanno tutti parte del macro-genere fantastico: fantasy, horror, paranormale, urban e weird. Ma tutti con atmosfere cupe.

Qual è la prima cosa che ricordi di aver scritto?

Tutto ciò che ho scritto prima della mia tesi di laurea è stato cancellato, perché secondo me non aveva utilità e non era qualitativamente valido ai fini di una pubblicazione.

E qual è invece la cosa che più ti imbarazza di aver scritto? Quella che a rileggerla ti viene da dire “ma cosa accidenti ho scritto?”

Se non avessi cancellato i miei racconti pre-universitari, sicuramente rileggerli mi provocherebbe imbarazzo.

Parliamo del tuo processo creativo. Come nascono le idee per i tuoi libri?

La mia immaginazione si basa sulla realtà, fotografo e registro persone con cui parlo, che incontro, che conosco, notizie del telegiornale, dinamiche social… ogni cosa. Tutto ciò che posso percepire attorno è una risorsa inestimabile. Semplicemente filtro tutto attraverso la magia o il sovrannaturale.

Plotter o Pantser? Ti piace avere tutti i dettagli sotto mano della storia prima di iniziare a scriverla oppure scrivi più “di pancia”?

Sono un architetto di trame, tutto viene pianificato dall’inizio alla fine, e solo quando anche l’ultimo capitolo è ben chiaro sugli appunti, allora inizio la stesura. Di pancia non riesco.

Scrivi a mano con quaderni, appunti, diari oppure direttamente al pc?

Di solito utilizzo il pc, ma ci sono occasioni in cui prima sento di dovere riportare su carta i miei appunti.

Ti piace ascoltare musica quando scrivi oppure preferisci il silenzio? In caso di musica, cosa ti piace ascoltare?

Mi serve silenzio per scrivere.

C’è un posto preferito dove ti piace scrivere in un posto in particolare, diciamo un angolino tutto per te?

Mi bastano un pc, un tavolo e una sedia.

Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo?

Senza contare pianificazione, studio, editing e revisione, la stesura pura può variare da un mese a due anni. Dipende…

C’è un genere che non vorresti mai scrivere o che pensi di non riuscire a scrivere?

Mi piacerebbe sporcare tutti i generi di nero.

Hai una writing routine particolare? Se sì cosa fai?

Quando non scrivo la mia mente lavora quasi sempre sull’elaborazione di scene, di trame, di conseguenza quando mi siedo davanti al computer ho già l’immaginazione focalizzata e pronta.

Hai mai avuto il blocco dello scrittore e nel caso come l’hai superato?

Ci sono periodi in cui non scrivo, e sono periodi che io definisco “di accumulo”, in cui faccio il pieno di esperienze nuove, di idee. Non li considero blocchi, quindi non ho mai avuto un blocco dello scrittore.

Cosa provi mentre scrivi i tuoi romanzi?

Di base sono eccitato, perché mi soddisfa scrivere, ma tento in tutti i modi di non farmi influenzare da quello che sto scrivendo, sento il bisogno di un distacco emotivo. La mia concentrazione è totalmente sulle percezioni che avrà il lettore, sull’illusione che sto approntando per lui.

Ci sono sicuramente autori ed autrici che in qualche modo hanno influenzato il tuo stile, quali sono?

Altieri, Evangelisti, Gibson, Morgan, Shelley, Wild, Dumas, Thoreau e Benni.

Parlaci del tuo percorso da esordiente, tutto quello che hai fatto per arrivare alla pubblicazione.

Ho cominciato col selfpublishing, volevo sbattere la faccia contro l’editoria. Col tempo ho iniziato a interfacciarmi con qualche editore medio-piccolo, ho letto le loro pubblicazioni e ho scelto IDEA.

Pubblichi con casa editrice o in Self? In caso di Self cosa ti ha portato verso questa scelta?

Seguo entrambe le vie, dipende dalla storia che voglio pubblicare, perché ogni casa editrice ha un catalogo e degli standard. Se si tratta di racconti vado in self, se si tratta di romanzi cerco una casa editrice.

Nelle tue storie c’è un messaggio di fondo? Qualcosa che vorresti trasmettere a chi legge i tuoi libri?

Messaggi? No. Morali? Mai. Riflessioni? Sì, più che altro mi piace mettere in crisi il lettore, porlo davanti a dei quesiti sulla propria morale.

Preferisci cartaceo o ebook?

Purtroppo sono ancora molto legato alla carta.

Genere preferito da lettore?

Qualsiasi, purché la storia sia intrigante, coraggiosa e che lo stile sia originale.

Autore preferito?

Non ne ho uno.

Se dovessi trovarti su un’isola deserta e potessi portarti solamente tre libri, quali sceglieresti e perchè?

Difficilmente rileggo i romanzi, quindi nessuno. Approfitterei per godermi l’esperienza fino in fondo e scriverla una volta tornato.

Personaggio preferito? ( in generale dei libri che hai letto, quello che ti ha più colpito per carisma, fascino, coinvolgimento)

Eymerich, l’inquisitore.

Futuri progetti in campo editoriale?

Pubblicare con un editore importante.

Hai qualche consiglio per chi si sta affacciando adesso in questo settore o vorrebbe provare a “buttarsi”?

Parla poco e scrivi tanto.

Specchio Riflesso

Titolo: Specchio Riflesso

Anno di uscita: 2022

Casa Editrice : IDEA – Immagina di essere Altro

Trama

Al Salone del Libro di Torino è uscito il mio ultimo romanzo: Specchio Riflesso, edito da IDEA – Immagina Di Essere Altro. In un incrocio tra fiaba e realismo magico, la storia vede come protagonisti alcuni abitanti di un paesino di campagna. Nel corso di una notte bizzarra, a metà tra sogno e realtà, tutti loro comprenderanno quanto il folclore possa essere reale, e capiranno, in uno scenario assurdo, molto più su se stessi che in qualsiasi altro giorno della loro vita.

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