Giancarlo Oldani – Attraverso la sfera

Bentornati alla rubrica settimanale con le interviste ad Autori e Autrici emergenti.

Per l’incontro di oggi del nostro “Caffè Letterario” abbiamo il piacere di avere con noi Giancarlo Oldani, che ci parlerà un po’ della sua storia e del suo percorso come scrittore.

Oggi occasione speciale perché è anche il compleanno di Giancarlo, perciò approfitto di questo piccolo spazio per fargli gli auguri e ringraziarlo per aver scelto di festeggiare insieme a noi questa ricorrenza! Vi lascio all’intervista.

Come prima cosa direi di iniziare con le presentazioni. 

Mi chiamo Giancarlo Oldani. 

Cosa posso offrirti per accompagnare la nostra chiacchierata? Caffè, The o Tisana? 

 In genere apprezzo tutte e tre, mi piacciono i gusti delicati e non troppo decisi, quindi tè classico o tè verde ed eventualmente una tisana ai frutti di bosco.  

In questo caso però, per fare due chiacchiere in un locale sceglierei decisamente un caffè, molto dolce. 

Come nasce la passione per la scrittura? 

Ora dirò una bestialità, ma io non ho una vera passione per la scrittura, quello che amo fare è inventare storie, racconti, vivere vite alternative nella mia fantasia. La scrittura è una diretta conseguenza, il modo per rendere partecipi anche gli altri. 

Cosa ti ha fatto dire “voglio scrivere un libro”? 

In realtà da ragazzo ho tentato di mettere su carta alcune storie ma con scarsi risultati, non erano le idee a mancare ma la tecnica e la costanza. L’ultima volta però non ho voluto mollare, l’idea mi sembrava vincente ed originale, la storia ricca di colpi di scena e io mi sentivo decisamente più preparato e maturo (per non dire più vecchio!) 

Quale genere scrivi e come mai ti sei approcciato a quel genere? 

Mi piacciono le storie che stravolgono la realtà, quindi oltre alla classica fantascienza amo molto le distopie o le ambientazioni futuristiche. Amando molto la tecnologia ho cercato di unire questi campi in un genere fantascientifico ucronico, ovvero ambientato in una realtà alternativa. 

Qual è la prima cosa che ricordi di aver scritto? 

Ero un bambino ed ero rimasto così affascinato dal film Il pianeta delle scimmie che decisi di scriverne una mia versione, ovviamente il 90% di quello che avevo in mente era la copia del film. Purtroppo lo slancio artistico ha avuto vita breve e dopo un paio di pagine (scritte a penna) mi sono stancato. 

E qual è invece la cosa che più ti imbarazza di aver scritto? Quella che a rileggerla ti viene da dire “ma cosa accidenti ho scritto?” 

Il testo di una canzone che ho scritto da adolescente in un inglese stentato.

Parliamo del tuo processo creativo. Come nascono le idee per i tuoi libri?

Osservo la realtà e mi chiedo cosa sarebbe bello cambiare, cosa potrebbe rendere più interessante la nostra permanenza su questo pianeta. 

Plotter o Pantser? Ti piace avere tutti i dettagli sotto mano della storia prima di iniziare a scriverla oppure scrivi più “di pancia”? 

Devo decisamente avere la trama ben delineata, personaggi principali, ordine cronologico, fatti primari e intrecci, poi man mano che scrivo posso avere nuove idee che vado ad inserire, ma se non parto con un piano ben definito non arrivo in fondo. 

Scrivi a mano con quaderni, appunti, diari oppure direttamente al pc? 

Direttamente a PC, ho il brutto vizio di non appuntarmi le idee che mi vengono quando non sono a casa confidando nella mia memoria, ciò significa che molte idee vengono perse per sempre… 

Ti piace ascoltare musica quando scrivi oppure preferisci il silenzio? In caso di musica, cosa ti piace ascoltare? 

Purtroppo mi distraggo abbastanza facilmente, per cui se devo scrivere parti in cui ho bisogno di concentrarmi preferisco il silenzio, addirittura uso il rumore bianco ad alto volume in cuffia per evitare di distrarmi con rumori esterni. Se invece devo scrivere parti più leggere metto della musica classica, Haydn o Bach possibilmente.  

C’è un posto preferito dove ti piace scrivere in un posto in particolare, diciamo un angolino tutto per te? 

No, su questo sono molto flessibile, scrivo sul divano, sul letto, alla scrivania, va bene tutto. 

C’è un genere che non vorresti mai scrivere o che pensi di non riuscire a scrivere?

Sono una persona curiosa, mi interesso un po’ di tutto quindi con la giusta motivazione proverei a scrivere qualsiasi genere, se poi lo farei con buoni risultati è tutta un’altra storia. Pensa che ho scritto anche un libro per bambini, quasi per gioco, che sta avendo molto successo. 

Hai mai avuto il blocco dello scrittore e nel caso come l’hai superato? 

Certo, credo sia normale. Nel mio caso era dovuto ad un “tappo” di idee che non riuscivo a districare. È bastato lasciar passare un po’ di tempo e poi riprendere come se si trattasse di un nuovo progetto, senza stare a pensare a quello che avevo già scritto. 

Cosa provi mentre scrivi i tuoi romanzi?

Lo so che può sembrare strano, ma sono sempre un po’ frustrato perché devo mettere nero su bianco meno della metà di quello che ho in mente. Questo è stato anche il motivo per cui all’inizio abbandonavo i progetti, non riuscivo ad esprimere e descrivere tutto quello che immaginavo. Poi mi ha aiutato Thoreau che diceva “Semplificare, semplificare, semplificare”, ho allora cercato di non crucciarmi troppo se non descrivevo tutto nei minimi dettagli o se non riuscivo a rendere al 100% quello che volevo far provare al lettore. 

Ci sono sicuramente autori ed autrici che in qualche modo hanno influenzato il tuo stile, quali sono? 

Isaac Asimov sicuramente è un punto di riferimento per ogni amante della fantascienza, ma pochi sanno che anche Emilio Salgari scrisse un libro ambientato nel futuro “Le meraviglie del duemila” in cui anticipa in modo sorprendente lo stile di vita odierno e alcune invenzioni come la televisione e la plastica. Anche Gene Roddenberry con la creazione di Star Trek ha decisamente posto una pietra miliare nel mondo sci-fi. 

Per quanto riguarda lo stile e le ambientazioni invece direi decisamente Frank Schatzing. 

Nelle tue storie c’è un messaggio di fondo? Qualcosa che vorresti trasmettere a chi legge i tuoi libri? 

Cerco sempre di dare un messaggio di speranza, un classico “il bene trionfa sul male”, anche se durante il percorso può sembrare il contrario, anche se il bene spesso subisce drastiche battute d’arresto, anche se sembra sempre che non ci sia più speranza. Ho notato che ultimamente il lieto fine in un romanzo è sempre meno scontato, io voglio invece lasciare il lettore con un senso di appagamento, a volte ci può essere una fine che lascia l’amaro in bocca, ma quello che non deve esserci è la mancanza di speranza. 

Preferisci cartaceo o ebook? 

Il libro di carta ha ancora il suo fascino, ci dà l’idea di durare per sempre, ma la praticità dell’ebook è indescrivibile, oltre alla sua versatilità. Ho letto molti libri in formato elettronico che probabilmente non avrei mai comprato in versione cartacea. 

Genere preferito da lettore? 

Fantascienza, gialli e romanzi umoristici. 

Autore preferito? 

Franz Schatzing e Arto Paasilinna

Se dovessi trovarti su un’isola deserta e potessi portarti solamente tre libri, quali sceglieresti e perchè? 

Tre uomini in barca (K. Jerome), perché è stato uno dei primi libri letti non per obbligo scolastico che mi è piaciuto davvero tanto. 

Sipario (Agatha Christie), perché è il libro conclusivo delle avventure di Poirot. Il quinto giorno (F. Schatzing), perché uno dei libri più originali che abbia mai letto. 

Personaggio preferito? ( in generale dei libri che hai letto, quello che ti ha più colpito per carisma, fascino, coinvolgimento) 

Senza ombra di dubbio Hercule Poirot  

Futuri progetti in campo editoriale? 

Ho momentaneamente messo in pausa la scrittura di romanzi fantascientifici (anche se ne ho iniziato uno con sfumature horror) per dedicarmi ai libri per bambini.  Dopo il successo di “Accipolline, le avventure dell’ape Valentina” ho deciso, insieme all’illustratrice, di cercare di realizzare una sorta di collana che possa aiutare i bambini a capire l’importanza della natura e della sua conservazione.

Attravero la Sfera, il segreto della vita eterna

Titolo: Attravero la Sfera, il segreto della vita eterna

Anno di uscita: 2020

Casa Editrice : Self Publishing

Trama

Londra, 1899, il giovane Liam si ritrova suo malgrado coinvolto in trame internazionali e non può certo immaginare che quello che scoprirà sarà il più grande segreto che i potenti nascondono al resto dell’umanità, la chiave per la vita eterna: un oggetto sferico in grado di far reincarnare le persone, o almeno questo è quello che sembra. 

Alla luce di questa scoperta tutta la storia umana apparirà sotto un aspetto diverso e presto sarà chiaro che i più importanti eventi storici sono in realtà solo la facciata dietro la quale si nasconde la lotta per il possesso della Sfera. 

Un romanzo fantascientifico che si snoda attraverso un secolo e diversi protagonisti, e che fornisce una chiave di lettura alternativa dei fatti storici più importanti. Le antiche civiltà, due guerre mondiali, la corsa allo spazio, le armi nucleari e le società segrete sono solo alcuni aspetti che dopo la lettura di questo libro avranno tutto un altro senso. 

Una parte del libro è ambientata in Italia, sugli appennini emiliani, durante la seconda guerra mondiale. Alcuni dei fatti e dei protagonisti di quella parte sono ispirati ad eventi che la famiglia di mia madre ha vissuto in prima persona, come l’occupazione nazista.

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