Gabriele Terenzi

Buon sabato amici lettori e bentornati alla rubrica “Caffè Letterario”, la rubrica dove intervistiamo autori emergenti.

In questo primo sabato di Novembre è la volta di Gabriele Terenzi, che oggi ci parlerà un po’ di sè, del suo libro e del suo processo di scrittura creativa.

Vi ricordo che in fondo all’articolo trovate i link per acquistare il suo libro.

Ma bando alle ciance, andiamo a conoscere più da vicino il protagonista dell’intervista di oggi.

Come prima cosa direi di iniziare con le presentazioni. Dicci come ti chiami e nel caso di un nome d’arte raccontaci come lo hai scelto e perché?

Mi chiamo Gabriele Terenzi, abito a Urbino, ho 57 anni e faccio l’informatore medico. Il mio primo romanzo – Mistero a Palazzo Ducale – è uscito il 4 giugno 2021. E’ un giallo.

Dato che l’appuntamento si chiama “Caffè Letterario” e mi piace immagina questa intervista come due chiacchiere in un vero e proprio caffè andiamo con la seconda domanda. Cosa prendi? Caffè, The o Tisana? In caso di the o tisana quale gusto preferisci? 

Rigorosamente caffè ristretto, a tutte le ore del giorno. Il protagonista del mio romanzo, invece, tutte le sere prima di coricarsi beve una tisana alla melissa e biancospino, è convinto che non riuscirà a riposare bene se non lo farà.

Come nasce la passione per la scrittura?

Ce l’ho dentro da sempre, da quando ho iniziato a leggere. Ho semplicemente trovato il coraggio di scrivere. Non è facile mettersi in gioco, sapere che vieni valutato e passato ai raggi X. A me è andata bene, il mio lavoro è stato apprezzato e pubblicato subito. 

Cosa ti ha fatto dire “voglio scrivere un libro”?

Dovevo trovare qualcosa che piacesse a me e che potesse intrigare i lettori. Per caso ho visto un servizio in televisione in cui parlavano del furto dei quadri al Palazzo Ducale di Urbino avvenuto nel 1975 e si è accesa la luce: era l’argomento che cercavo. Arte, mistero e intrigo internazionale.

Quale genere scrivi e come mai ti sei approcciata a quel genere?

Leggo tutti i generi della narrativa, specialmente i gialli. Da sempre sono attratto dai romanzi polizieschi vecchio stile, Agatha Christie tanto per fare un nome. Ho deciso di creare un personaggio che attraverso le sue indagini svelerà alcuni misteri che riguardano il territorio in cui vivo. 

Parliamo del tuo processo creativo. Come nascono le idee per i tuoi libri?

Dalla realtà. Mi piace partire da un fatto reale e “rivisitarlo” a modo mio, usando la fantasia.

Plotter o Pantser? Ti piace avere tutti i dettagli sotto mano della storia prima di iniziare a scriverla oppure scrivi più “di pancia”?

Entrambe le cose. Dopo aver stabilito i punti principali attorno ai quali la storia dovrà svilupparsi mi piace lasciarmi prendere la mano da quello che scrivo, a volte i personaggi prendono vita da soli e fanno cose che non avevo deciso prima, guidati dalla storia che sto raccontando.  

Ti piace ascoltare musica quando scrivi oppure preferisci il silenzio? In caso di musica, cosa ti piace ascoltare?

Spesso ascolto musica, mi aiuta a trovare la concentrazione. Ascolto esclusivamente blues, soul e jazz.

Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo?

Parecchi mesi. Il processo attraverso il quale  “promuovi” tutte le idee che hai e cerchi di farle diventare un romanzo capace di tenere incollati i lettori alla trama è necessariamente lungo, costellato di correzioni, ripensamenti, miglioramenti e tagli.  

Ci sono sicuramente autori ed autrici che in qualche modo hanno influenzato il tuo stile, quali sono?

Difficile dirlo, tutti i grandi maestri del genere giallo, che siano contemporanei o classici, hanno in qualche modo contribuito a definire il mio stile. 

Parlaci del tuo percorso da esordiente, tutto quello che hai fatto per arrivare alla pubblicazione.

Ci ho creduto. Ho iniziato a scrivere, a interessarmi al mondo dell’editoria, a interagire con altri scrittori, affermati o esordienti come me, nei vari gruppi che ho trovato nei social. Ho inviato il mio lavoro a tanti editori e con mia grande soddisfazione ho ricevuto diverse proposte di pubblicazione. Ho scelto BLITOS.   

Pubblichi con casa editrice o in Self? 

Ho pubblicato – Mistero a Palazzo Ducale – con BLITOS, una casa editrice emergente che dà spazio e valorizza gli autori emergenti. Ho trovato un ambiente stimolante, persone competenti, motivate e gentili che mi fanno sentire a mio agio. 

Genere preferito da lettore?

Leggo di tutto, naturalmente gialli, thriller e noir sono i generi che apprezzo di più

Autore preferito?

Ken Follett. Nessuno come lui è capace di descrivere i personaggi e gli ambienti in cui vivono e si muovono.

Personaggio preferito? ( in generale dei libri che hai letto, quello che ti ha più colpito per carisma, fascino, coinvolgimento)

Poirot, di Agatha Christie

Futuri progetti in campo editoriale?

Ho dato vita ad un personaggio che tornerà a risolvere misteri e delitti che avvengono nel territorio dove vivo, vale a dire Urbino e dintorni.

Hai qualche consiglio per chi si sta affacciando adesso in questo settore o vorrebbe provare a “buttarsi”?

Posso consigliare di fare la stesa cosa che ho fatto io: fatevi venire una buona idea, impegnatevi a scrivere, affacciatevi al mondo dell’editoria per capire, almeno in parte, come funziona e inviate il vostro manoscritto a case editrici serie che sappiamo valorizzare il vostro lavoro. 

Mistero a Palazzo Ducale

Titolo Mistero a Palazzo Ducale

Anno di uscita 2021

Casa Editrice BLITOS

Trama, curiosità sui personaggi

La Muta di Raffaello, così come La Flagellazione e La Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, appartenevano a Urbino. Gli urbinati avevano preservato i dipinti dalla guerra e li avevano difesi con coraggio dai saccheggi, prima di vederli sparire improvvisamente in una nebbiosa notte di inverno. Toccherà a Costantino Bez scoprire gli autori del furto, indagando tra Italia e Francia in una corsa contro il tempo, tra arte e crimine. Prima in compagnia del fidato assistente Guido Giuliani, poi del tenente Valerio Dominici, dovrà scoprire la verità sui quadri scomparsi da Palazzo Ducale, ma dovrà anche fare i conti con una vita sentimentale complicata e dai risvolti inaspettati. 

Il romanzo si ispira a fatti realmente accaduti nel 1975: il furto dei quadri al Palazzo Ducale di Urbino. L’autore attinge a quell’evento e lo ambienta ai giorni nostri. La trama è arricchita da digressioni e curiosità legate a Piero della Francesca e Raffaello. Da sfondo l’affascinante contesto di Urbino e delle sue tradizioni.

Il protagonista, Costantino Bez, è un affascinante imprenditore turistico, ha da tempo iniziato a collaborare con i Servizi Segreti italiani. Prossimo ai 50 anni è un uomo ricco, colto, amante dell’arte e del lusso, sempre attratto dalle donne. Personaggio pieno di sé, ha un ego molto forte e ama apparire. La sua capacità di osservazione gli consente di porre attenzione a dettagli che per altri sono insignificanti. Ama attorniarsi di persone che lo aiutino nelle indagini, mantenendo sempre il suo atteggiamento da capobranco. Nella sua vita privata, il suo unico vero amore è la figlia Carolina che avrà un ruolo determinante nelle indagini. Dedica molto tempo alla sua casa e alla sua città, si sente urbinate nel profondo dell’animo, per questo motivo il furto dei quadri dal Palazzo Ducale ha un significato particolare che va oltre la mera indagine.

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