Raffaella Iannece Bonora – C’era una volta… Dalle fiabe a Netflix

Buon sabato amici ed amiche lettrici, eccoci con una nuova puntata del nostro Caffè Letterario.

Oggi abbiamo l’immenso piacere di avere come nostra ospite Raffaella.

Lei non è una semplice autrice o partecipante alle interviste, con lei in questi ultimi mesi abbiamo stretto un bel rapporto di amicizia e stiamo collaborando insieme per realizzare diversi progetti. Non vi sveleremo oggi quali ovviamente, ma vi invito a continuare a seguirci per scoprirne di più.

Fatta questa piccola premessa direi che è il momento di iniziare con la vera e propria intervista e di andare a conoscere meglio Raffaella.

Come prima cosa direi di iniziare con le presentazioni ufficiali ai nostri lettori. Dicci come ti chiami e nel caso di un nome d’arte raccontaci come lo hai scelto e perché?

Salve, sono Raffaella Iannece Bonora e se fosse un nome d’arte sarebbe un problema, vista la lunghezza. Sebbene io abbia un nome così semplice e facile da ricordare, su Instagram tutti mi chiamano Ella. 

Raccontaci Ella, cosa ti ha fatto dire “voglio scrivere un libro”?

Mah, ho visto questo negozio con tutti parallelepipedi colorati dentro, certi li aprivano e, osservando l’interno, ridevano o piangevano e mi sono detta: voglio questo potere! Costruirò anche io scatole magiche! Poi ho scoperto fossero libri, e così… scherzi a parte, sono stata sempre una lettrice insaziabile, ammiravo chiunque riuscisse, solo con le parole, a trasportare i lettori in mondi lontani e così, dopo una lunga gavetta, ho pensato di sperimentare questo incantesimo…

Nella tua scrittura ti definiresti più Plotter o Pantser? Ti piace avere tutti i dettagli sotto mano della storia prima di iniziare a scriverla oppure scrivi più “di pancia”?

Direi 50 e 50, seguendo alcune scuole di scrittura, scrivo una sinossi, una scaletta, la bio dei miei personaggi principali ma, in corso d’opera, si aggiungono molti dettagli ed altri variano perché, in fondo, la storia ci governa e certi personaggi sono decisamente anarchici.

Ti piace ascoltare musica quando scrivi oppure preferisci il silenzio? In caso di musica, cosa ti piace ascoltare?

Assolutamente sì, specialmente se ho un blocco. A volte vedo una scena ma non riesco a imprimerla su carta, cosi metto su una musica adatta (a seconda del genere che sto scrivendo) e improvvisamente la nebbia sparisce. 

C’è un posto preferito dove ti piace scrivere in un posto in particolare, diciamo un angolino tutto per te?

Veramente no, mi accontento di avere un tavolo e una sedia ma, se potessi scegliere, scriverei al mare, mi basterebbe una casetta in legno che da sull’azzurro, il cielo terso e il profumo di salsedine. 

Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo?

Questa è una bella domanda, all’inizio ci impiegavo un’eternità poi nel 2020 ho seguito alcune lezioni di grandi autori, fra cui King e Fitzgerald, e mi sono ritrovata con un romanzo di 500 cartelle terminato in 3 mesi, escluso ovviamente il duro lavoro di editing. Segno che con il metodo giusto, con studio e impegno, tutto (o quasi) è possibile. 

Cosa provi mentre scrivi i tuoi romanzi?

Mi immergo totalmente. Creo un mondo, lo vedo e poi ci abito, solo in questo modo riesco a descrivere con precisione, senza creare confusione, probabilmente sono facilitata dai miei studi teatrali che mi hanno insegnato a visualizzare un intero universo sulle tavole di legno del palcoscenico. 

Parlaci del tuo percorso da esordiente, tutto quello che hai fatto per arrivare alla pubblicazione.

Ma tutto tutto? Allora, gli step sono stati circa questi: leggere tanto (alcuni anni sono arrivata a soglia 100 libri, non mi chiedete come, non lo so); studiare studiare studiare e non solo scrittura creativa; capire cosa scrivere, che non è facile, io per esempio ho deciso di provare con dei racconti per sperimentare vari generi e pubblicare qualcosa di adatto un po’ a tutti; successivamente, siccome credevo di aver scritto una… ce semo capiti… ho trovato dei beta reader/editor che mi hanno fatto i complimenti e mi hanno spronata a inviare il lavoro a delle case editrici. Ora, trovare editori non è semplice, io consiglio di stilare una lista di non a pagamento, studiare i loro cataloghi, capire dunque chi pubblica opere simili alla nostra ed inviarla seguendo scrupolosamente tutte le regole che di solito gli editori scrivono nella sezione “manoscritti”. Facendo così sono arrivata al gruppo Alter Ego e ad altre realtà editoriali. Non esistono scorciatoie. 

Hai giustamente detto che il primo punto per scrivere è leggere, qual è il tuo genere preferito da lettrice?

Ho letto di tutto, da Faletti a King, dalla Austen alla Riley, da Fitgerald alla Fallaci, da Anne Rice alla Rowling ed esordienti compresi ma, dovendo scegliere, credo che i miei generi preferiti siano il fantasy, il distopico, il fantascientifico, lo steampunk e… gli storici (no ma ficcacelo n’altro)

Futuri progetti in campo editoriale?

Guarda, non l’ho ancora detto molto in giro ma sto per ripubblicare il mio primo lavoro “La Tavola degli Otto” che mi aveva regalato tante soddisfazioni siccome ha collezionato solo recensioni positive (con mio sommo gaudio e sorpresa), inoltre ho un distopico nel cassetto che già sto pubblicizzando sul mio canale Instagram e, infine, ultimo non ultimo, un nuovo progetto anche con Rebecca De Pasquale (nel 2020 scrissi la sua biografia “Io mi battezzo… Rebecca). Dalla regia mi dicono che è tutto.

Ringraziamo Raffaella per essere stata nostra ospite. Vi lascio alla scheda di presentazione del libro ed al link per poterlo acquistare.

Vi ringrazio per essere stati in nostra compagnia. 

Un abbraccio e buon fine settimana!

C'era una volta... Dalle fiabe a Netflix

Titolo C’era una volta… dalle fiabe a Netflix

Anno di uscita 2021 

Casa Editrice Il Saggio editore

Trama C’era una volta… iniziano tutte così le fiabe, o forse no?
Fin dalla notte dei tempi i popoli di ogni dove hanno sentito il bisogno di riunirsi intorno ad un fuoco e raccontarsi storie, miti, leggende o semplici fatti quotidiani, ai quali mescolavano magia e mistero. Nei secoli questi racconti, nati per allietare adulti di ogni età, si sono trasformati in fiabe per bambini, in film e in cartoni animati.
Ma come è accaduto? Quando è successo?
Questo saggio semiotico ci spiega l’evoluzione della fiaba, dalla mitologia di Apuleio al Tremotino di Once Upon a Time.

Curiosità sui personaggi: essendo un saggio sulle fiabe non ci sono veri personaggi, mi sono divertita a studiare il “C’era una volta…” della fiaba, vera protagonista indiscussa, partendo dal mito fino alle serie tv odierne. Analizzo però la bella e la bestia, partendo dai loro avi greci Psiche e Amore fino ai contemporanei Tremotino e Belle della serie televisiva Once Upon A Time, li conosciamo bene eppure qualche curiosità sconosciuta provo a trovarla.

Sapevate che, in origine, la prima bestia descritta dalla Villeneuve nel 1740, aveva un aspetto totalmente diverso, aveva addirittura una proboscide? Mentre Belle era inconsapevolmente figlia di una fata e del Re dell’isola felice, maledetta e data in adozione neonata. Per sapere altro dovrete leggere il mio libro 😉

Link per acquistare il Libro

Qui sotto trovate il link per acquistare il libro!