Silvestra Sorbera

Bentornati alla rubrica settimanale con le interviste ad Autori e Autrici emergenti.

Per l’incontro di oggi del nostro “Caffè Letterario” abbiamo il piacere di avere con noi Silvestra Sorbera, che ci parlerà un po’ della sua storia e del suo percorso come scrittrice.

Senza ulteriori indugi direi che è il momento di passarle subito  la parola e di cominciare.

Buongiorno Silvestra, innanzitutto grazie per la disponibilità e benvenuta. Presentati ai nostri lettori.

Ciao e grazie per avermi accolta. Mi chiamo Silvestra Sorbera, ho un nome un po’ particolare che non amo moltissimo ma che è stranamente funzionale. Quando telefono a qualcuno basta dire: “Sono Silvestra” e hanno già inquadrato la situazione. 

Cosa posso offrirti Silvestra? Caffè, The o Tisana?

Un caffè decaffeinato oppure, se hai solo del caffè normale, una tisana alla liquirizia. 

Come nasce la passione per la scrittura?

E’ nata per un po’ per caso, un po’ per gioco. Da ragazzina scrivevo per far passare il tempo, poi ho scoperto che mi piaceva inventare storie, dedicarmi ai personaggi. Ero comunque piccolina, alle elementari quindi era effettivamente un gioco. Poi con il tempo ho avuto voglia di coltivare questa passione e ho iniziato a scrivere.

Noto con piacere che la passione per la scrittura, in qualche modo, anche “primitivo” parte spesso da bambini. È diciamo un filo comune in quasi tutte le interviste che ho fatto fino ad ora. Cosa ti ha fatto dire “voglio scrivere un libro”?

Sinceramente è stato un caso. Mi è venuta in mente una storia e ho detto: “Perché no”.

Quale genere scrivi e come mai ti sei approcciata a quel genere?

Principalmente i gialli dopo aver amato Camilleri, ma anche la narrativa non mi dispiace.

Qual è la prima cosa che ricordi di aver scritto?

Una poesia mentre ero in caserma con mio padre.

Parliamo del tuo processo creativo. Come nascono le idee per i tuoi libri?

Solitamente dalla cronaca, per quanto riguarda i gialli. Per la narrativa o i romance dai racconti di qualche persona cara o da qualche canzone.

Scrivi a mano con quaderni, appunti, diari oppure direttamente al pc?

Al pc, è molto più comodo.

Ti piace ascoltare musica quando scrivi oppure preferisci il silenzio? In caso di musica, cosa ti piace ascoltare?

Scrivo in silenzio o con i miei figli attorno. Anche la musica sarebbe troppo! 

Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo?

Dipende. Se stiliamo una media diciamo tre, quattro mesi, per la stesura. A questo va aggiunto il tempo per le correzioni, l’editing e tutto quello che serve per trasformare la storia in un vero romanzo.

C’è un genere che non vorresti mai scrivere o che pensi di non riuscire a scrivere?

Probabilmente l’erotico e il fantasy.

Pubblichi con casa editrice o in Self?

Entrambe. Ho provato le due realtà e mi sono trovata bene nei due percorsi. Per alcuni libri scelgo il self perché sento “l’urgenza” della pubblicazione e quindi non mi va di aspettare i tempi tecnici di una casa editrice. Altre volte, per delle storie un po’ più particolari preferisco la casa editrice, che in Italia è ancora sinonimo di garanzia per il lettore anche se, non sempre è così.

Nelle tue storie c’è un messaggio di fondo? Qualcosa che vorresti trasmettere a chi legge i tuoi libri?

In alcuni libri sì. In Rinascita o in Un errore perfetto o ancora Diario per mio figlio, c’è un messaggio, la speranza, l’autodeterminazione, la voglia di farcela andando anche oltre le proprie forze e le proprie aspettative. Altre volte, soprattutto nei gialli racconto la cronaca reale, romanzata certo, ma non esprimo mai un giudizio.

Preferisci cartaceo o ebook?

Ebook, comodo, pratico, leggero, meno impatto ambientale e anche più economico.

Genere preferito da lettrice?

Giallo

Autore preferito?

Camilleri

Se dovessi trovarti su un’isola deserta e potessi portarti solamente tre libri, quali sceglieresti e perchè?

Rispondo con una domanda. Quanto tempo devo stare su quest’isola? Perché se si parla di anni tre libri sono pochi, se invece parliamo di giorni allora è più semplice. Porterei: Piccole donne, Lettere di condannati a morte alla resistenza italiana (solo perché so che ogni lettere è un colpo al cuore quindi dovrei necessariamente prendere una pausa tra una lettere e l’altra e approfittarne per trovare del cibo) e un libro di nuova pubblicazione che non ho ancora letto.  

Personaggio preferito?

Troppi: Montalbano, Ricciardi, Alice Allevi e tantissimi altri

Futuri progetti in campo editoriale?

Tanti, ho tante storie da raccontare.

Hai qualche consiglio per chi si sta affacciando adesso in questo settore o vorrebbe provare a “buttarsi”?

Leggere molto, soprattutto i generi simili al libro che si è appena scritto. Provare a farlo leggere a qualche amico sincero, non a mamma che ti dice sempre bello e bravo. Poi buttarsi muniti di pazienza sapendo che i “no” sono dietro l’angolo e che questo non vuol dire che il romanzo sia orrendo ma che magari non è adatto per quella casa editrice o che ci sono delle cose da sistemare. Però, il “buttati” va fatto altrimenti si rischia di avere un rimorso per sempre.

Rinascita. Storie di Donne

Titolo: Rinascita storie di donne

Anno di uscita: 2021

Casa Editrice : Blitos edizioni

Trama

Quattro storie, quattro donne forti che vivono in epoche diverse e combattono, ciascuna a suo modo, per essere libere. Da Rosa che negli anni ’40 viene distrutta da un sistema di regole e tradizioni che non le permettono di vivere la propria vita, fino a Piera, che negli anni ’70 vive in maniera anticonvenzionale pagandone le conseguenze sulla sua pelle. Tra le due, Mita e Sicilia, che invece hanno vinto la propria battaglia contro le convenzioni che le avrebbero volute sottomesse, conducendo infine l’esistenza avevano desiderato. Uno spaccato della vita dell’Italia e della Sicilia in un periodo storico sicuramente difficile durante il quale le quattro protagoniste incarnano i desideri e la lotta di tutte le donne per il diritto all’autodeterminazione.

Curiosità sui personaggi: I personaggi femminili sono tutti reali.

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