Silvia Sbroggiò – Silviæ Scribit – Across

Bentornati alla rubrica settimanale con le interviste ad Autori e Autrici emergenti.

Per l’incontro di oggi del nostro “Caffè Letterario” abbiamo il piacere di avere con noi Silvia, che ci parlerà un po’ della sua storia e del suo percorso come scrittrice.

Una piccola premessa, ma doverosa.

Silvia oltre che ad essere una brava scrittrice è una grande amica, ci siamo conosciuti proprio grazie al libro che vi presenterà oggi, uscito da appena un paio di giorni, ma che ho già la fortuna di avere tra le mani.

Vi lascio all’intervista, Buona lettura.

Come prima cosa direi di iniziare con le presentazioni. Io ti conosco abbastanza bene, ma i nostri lettori non ancora, perciò dicci come ti chiami e come mai hai scelto il nome d’arte che usi.

Certo. Mi chiamo Silvia Sbroggiò, in arte Silviæ Scribit. Ho adottato questo pseudonimo poiché, essendo il mio nome di origine latina e la scrittura una mia passione, ho deciso di fondere le due cose creando una sorta di coerenza armoniosa tra la mia origine e quello che concerne parte del mio essere, in questo caso la scrittura.

Mi sembra un’ottima scelta per lo pseudonimo! Cosa posso offrirti mentre affrontiamo la nostra chiacchierata virtuale?

Tisana, rigorosamente dal sapore fruttato e vanigliato!

Come nasce la passione per la scrittura?

Onestamente non so quale sia stato il primo fattore scatenante di questa mia passione. Complice la mia sconfinata fantasia, il mio estro creativo e l’essere stata circondata dai libri sin dalla più tenera età, questi hanno fatto maturare in me l’interesse nel riportare su carta i miei pensieri e tutto quello che concerne il mondo della scrittura. Ci ho impiegato del tempo per rendermi conto che questo piccolo aspetto di me stessa poteva diventare una grande fetta di ciò che concerne le mie passioni primarie e prioritarie.

Cosa ti ha fatto dire “voglio scrivere un libro”?

La voglia di concretizzare la mia passione in primis e poi la voglia di superare un ostacolo personale dovuto a una situazione a me molto importante ma che, per ovvietà di cose, non racconterò. Non voglio che questa intervista assuma una connotazione negativa!

Quale genere scrivi e come mai ti sei approcciato a quel genere?

Per ora mi sono limitata alla fantascienza, alla narrativa e alla mitologia con qualche sprazzo in cui scrivevo brevi racconti e poesiole. La modalità di approccio è sempre la stessa, ovvero la curiosità di leggere ciò che più mi ispira. Si dice che non è giusto giudicare il libro dalla copertina, tuttavia la maggior parte delle mie scelte hanno sfatato questa supposizione, facendomi apprezzare molteplici generi letterari.

Qual è la prima cosa che ricordi di aver scritto?

La prima cosa che ho scritto è stata una poesia, scritta al PC quando andavo in prima media. Era dedicata a un micio che, infreddolito, trova nel calore di un camino il riparo adeguato per affrontare il gelido inverno al di fuori delle mura di casa.

(NDR Ogni volta mi emoziona questa cosa)

E qual è invece la cosa che più ti imbarazza di aver scritto? Quella che a rileggerla ti viene da dire “ma cosa accidenti ho scritto?”

Parecchie cose. Diciamo che leggere le cose che scrivevo dopo un tot di tempo, mi dà sempre questa sensazione di “imbarazzo personale”, sempre se dobbiamo descriverlo così. Tuttavia la considero una cosa normale, è tutto un processo di crescita ed è ordinaria amministrazione, secondo me, sentirsi così. 

Parliamo del tuo processo creativo. Come nascono le idee per i tuoi libri?

Se ne parlo molto probabilmente non mi crederà nessuno. Certo, nascono da un insieme di fattori, ma quello principale è dettato dalla mia mente onirica. I sogni che faccio contribuiscono al 75% dell’ispirazione. Il resto è dovuto ai vari elementi che si uniscono al mio excursus onirico.

Plotter o Pantser? Ti piace avere tutti i dettagli sotto mano della storia prima di iniziare a scriverla oppure scrivi più “di pancia”?

Scrivo di getto e poi definisco. Mi lascio trascinare dall’ispirazione come un fiume in piena e poi ripercorro la corrente in retromarcia per apporre qualche miglioria utile a rendere la narrazione più piacevole. 

Scrivi a mano con quaderni, appunti, diari oppure direttamente al pc?

Direttamente al PC, tuttavia scrivo su un quaderno ciò che reputo essenziale per poter continuare con la scrittura qualora si dovessero perdere alcune pagine sulla piattaforma digitale come mi è successo già un paio di volte. Prevenire è meglio che curare.

Ti piace ascoltare musica quando scrivi oppure preferisci il silenzio? In caso di musica, cosa ti piace ascoltare?

Alterno momenti in cui pretendo il silenzio ad altri in cui accompagno la mia scrittura con la musica. Tra i miei generi preferiti per poter portare avanti la vena ispiratrice ci sono il metal, il rock, la musica degli anime giapponesi e qualche sprazzo di musica classica per controbilanciare il tutto.

C’è un posto preferito dove ti piace scrivere in un posto in particolare, diciamo un angolino tutto per te?

La scrivania di camera mia con la finestra di fronte a me così da ammirare un po’ anche il panorama che mi circonda tra una battuta di tasti e l’altra. 

Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo?


Se sono presa bene ci impiego pochi mesi. Ovviamente questo dipende anche dalla mia disponibilità di tempo. Se devo essere ampia con le previsioni, allora facciamo che ci impiego all’incirca quattro mesi. Poi un mese in più per revisione e copertina.

C’è un genere che non vorresti mai scrivere o che pensi di non riuscire a scrivere?

Non saprei. Forse gialli e racconti smielati. Non fanno per me.

Hai una writing routine particolare? Se sì cosa fai?

Non saprei. Questa domanda mi lascia un po’ interdetta poiché effettivamente non ci ho mai fatto caso. Chiedo scusa hahahh

Hai mai avuto il blocco dello scrittore e nel caso come l’hai superato?

Non credo di averlo mai avuto. Diciamo che il mio “blocco dello scrittore”, come intendo io, non si è ancora manifestato. E dico per fortuna, perché sarebbe come navigare in una fossa oceanica facendo affidamento ai soli polmoni.

Cosa provi mentre scrivi i tuoi romanzi?

Provo il vuoto. Mi sento svuotata dalla negatività e mi sento piacevolmente coinvolta nelle situazioni da me descritte tra le righe dei capitoli. Ritengo sia una bellissima sensazione, quella di estraniarsi dal mondo esterno e concentrarsi solo su ciò che si ha a cuore.

Ci sono sicuramente autori ed autrici che in qualche modo hanno influenzato il tuo stile, quali sono?

Molto probabilmente James Rollins, Clive Cussler e Stephen King sono stati i tre che, coi loro racconti, mi hanno stimolata di più. Tuttavia non penso che tra le righe dei miei romanzi si possa notare una minima parte del loro stile. Diciamo che li ho usati come punto di riferimento ma senza dare l’idea di scopiazzare il loro modus operandi nella scrittura.

Parlaci del tuo percorso da esordiente, tutto quello che hai fatto per arrivare alla pubblicazione.

Mi ritengo ancora esordiente, la mia strada è ancora molto molto lunga per poter raggiungere un livello di esperienza tale da reputarmi una buona scrittrice.

Pubblichi con casa editrice o in Self? In caso di Self cosa ti ha portato verso questa scelta?

Pubblico in self perché voglio avere il completo controllo della mia opera, detenendone il copyright al 100%. 

Nelle tue storie c’è un messaggio di fondo? Qualcosa che vorresti trasmettere a chi legge i tuoi libri?

No. Non c’è una morale nei miei romanzi. O meglio, questa è a libera interpretazione del lettore, dal momento in cui non tendo a rimarcare nulla. È un essere volutamente imparziale che sta a chi legge carpire il tutto secondo la prospettiva personale.

Preferisci cartaceo o ebook?

Entrambi, tuttavia il cartacea un suo perché. Le pagine che si sfogliano, la grana della carta e il suo odore sono inimitabili.

Genere preferito da lettrice?

Thriller, d’avventura, fantascienza, fantasy, esoterismo, narrativa, saggistica e informativo (tipo libri-documentario ed enciclopedie. Sempre libri sono!).

Autore preferito?

Non ne ho uno in particolare. Ce ne sono tanti!

Se dovessi trovarti su un’isola deserta e potessi portarti solamente tre libri, quali sceglieresti e perché?

Bella domanda. Un libro di agraria/botanica di sicuro, perché così apprendo tutto l’occorrente per sopravvivere mangiando. Un manuale di sopravvivenza su come costruire oggetti rudimentali e un’enciclopedia per mantenere vivo il sapere e non soccombere nell’ignoranza.

Personaggio preferito? ( in generale dei libri che hai letto, quello che ti ha più colpito per carisma, fascino, coinvolgimento)

Jane Eyre. La mia adorata silfide Jane Eye. Charlotte Brönte mi ha fatto adorare questo personaggio perché un po’ mi assomiglia. Riservata, dall’animo di ferro e un po’ fuori dal mondo. Come me. A leggere e rileggere quel bellissimo romanzo dell’Ottocento mi commuovo sempre. Consiglio a tutti la lettura delle sue pagine. Merita davvero tanto!

Futuri progetti in campo editoriale?

Pubblicare altri quattro romanzi, programmati rispettivamente per queste date:

  • Luglio 2022
  • 25 gennaio 2023
  • Fine 2023
  • Giugno 2024

Progetti TOPSecret!

Hai qualche consiglio per chi si sta affacciando adesso in questo settore o vorrebbe provare a “buttarsi”?

Segui l’istinto e i tuoi sogni. Non esitare a concretizzare ciò che hai in mente di fare e vai avanti dritto per la tua strada! Per quanto questa possa risultare difficoltosa, ricca di ostacoli o di incomprensioni, il risultato che ne deriverà sarà senz’altro gratificante!

Across

Titolo: Across

Anno di uscita: 2022

Casa Editrice : Self Publishing

Trama

(in pillole) L’apparente quiete delle onde che si infrangono a riva, una ragazza dai lunghi capelli corvini e un nemico bianco e gelido come la neve ad alta quota. Un viaggio attraverso lo spazio e il tempo, con distorsioni e pianeti uniti dal medesimo filo conduttore, che porterà dodici creature a sfidare il maligno, riportando il macrocosmo al suo armonioso equilibrio.

Curiosità sui personaggi: I personaggi provengono da pianeti di dimensioni parallele tra loro, uniti dall’ideale comune di sconfiggere il nemico, ovvero un essere diafano che ribolle di vendetta seguito da altre due figure dispotiche e autoritarie. Sono terrestri e alieni allo stesso tempo, dai caratteri diversi tra loro e dalle vissuti più variegati. Nel folto gruppo del bene si vincolano anche gli elementi del cosmo che serviranno a loro per sconfiggere le creature nemiche, avvolte, invece, dalla smania di persecuzione e di dominazione. È tutto un insieme di vicende che hanno come ambientazione nient’atro che il suggestivo cosmo che ci circonda, sfatando anche le ordinarie leggi della fisica.

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